Telelavoro transfrontaliero: ecco tutto ciò che c’è da sapere alla luce delle novità

Telelavoro transfrontaliero: ecco tutto ciò che c’è da sapere alla luce delle novità
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Il telelavoro transfrontaliero è diventato un tema di rilievo con l’adesione dell’Italia al nuovo accordo multilaterale europeo in materia di frontalieri e telelavoro, annunciato il 28 dicembre 2023 e valido per le assicurazioni sociali.

L’INPS, tramite il messaggio n. 1072/2024 del 13 marzo scorso, fornisce le linee guida per la presentazione delle domande per il rilascio del certificato di legislazione applicabile, rendendo cruciale una corretta comprensione delle procedure coinvolte.

Ma cosa si intende esattamente per telelavoro transfrontaliero?

Si tratta di un’attività lavorativa eseguita da qualsiasi luogo e può comprendere sia la lavorazione presso i locali o la sede del datore di lavoro, sia da remoto.

Tuttavia, presenta caratteristiche peculiari, tra cui:

  • L’esecuzione dell’attività lavorativa in uno o più Stati membri diversi da quello in cui sono situati i locali o la sede del datore di lavoro.
  • L’utilizzo di tecnologie informatiche per rimanere connessi con l’ambiente lavorativo del datore di lavoro o dell’azienda, così da svolgere i compiti assegnati.

Una delle principali novità a partire dal 1° gennaio 2024 è che i lavoratori che svolgono abitualmente telelavoro transfrontaliero nel proprio Stato di residenza per meno del 50% del tempo di lavoro totale, possono essere soggetti alla legislazione di sicurezza sociale dello Stato in cui il datore di lavoro ha sede legale o domicilio.

I soggetti interessati a questa normativa sono i lavoratori dipendenti che soddisfano i seguenti requisiti:

  • La loro residenza è in uno Stato firmatario.
  • La sede legale o il domicilio dell’impresa o del datore di lavoro sono situati in un altro Stato firmatario.

Le richieste di deroga possono riguardare solo periodi successivi alla data di entrata in vigore dell’accordo e devono essere presentate nello Stato membro alla cui legislazione il lavoratore chiede di essere assoggettato.

Questa legislazione può essere applicata per un massimo di 3 anni alla volta, con la possibilità di proroga previa presentazione di una nuova richiesta.

Per gestire al meglio le pratiche e approfondire gli aspetti tecnici e procedurali di questa normativa, rivolgiti a un consulente specializzato che sappia fornirti ulteriori chiarimenti e la giusta assistenza.

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