Esonero contributivo: vale anche per le tredicesime?

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Esonero contributivo e tredicesima, quali sono le linee guida dall’INPS?

Nell’ambito delle agevolazioni fiscali, l’esonero contributivo rappresenta un importante strumento, e spesso sorge la domanda: si estende anche alle tredicesime mensilità?

Secondo le direttive dell’INPS, dettagliate nella circolare 11/2024, la gestione dell’esonero contributivo viene delineata con chiarezza.

La circolare ribadisce le soglie retributive entro cui devono rientrare gli emolumenti per accedere all’esonero: il 6% per retribuzioni imponibili previdenziali fino a 2.692 euro e il 7% per retribuzioni imponibili previdenziali fino a 1.923 euro.

E la tredicesima?

È fondamentale notare che gli importi devono essere considerati al netto della tredicesima mensilità, confermando che questa componente retributiva rientra nei calcoli dell’esonero contributivo.

Va sottolineato che questa misura si applica esclusivamente alle contribuzioni a carico dei lavoratori, e la riduzione della contribuzione IVS non impatta il lavoratore, poiché la differenza è finanziata dallo Stato.

Nel caso in cui un lavoratore abbia più rapporti di lavoro con diversi datori nel corso del 2024, le soglie retributive devono essere considerate singolarmente, raddoppiando di fatto l’approccio valutativo.

L’INPS, con queste linee guida, offre chiarezza sulla gestione dell’esonero contributivo, fornendo un quadro dettagliato per i datori di lavoro e i lavoratori interessati.

Per comprende pienamente queste linee guida e non rischiare di sbagliare, consiglio sempre di affidarsi a un consulente di fiducia.

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