Dimissioni per trasferimento: ok alla Naspi

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In caso di dimissioni per trasferimento si ha diritto alla Naspi?

Il trasferimento a un’altra sede aziendale è una realtà con cui molti lavoratori devono fare i conti. Ma cosa succede quando la nuova sede è distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore?

La risposta è semplice: le dimissioni diventano una scelta legittima.

Analogamente, se il tragitto per raggiungere la nuova sede di lavoro richiede 80 minuti o più utilizzando i mezzi pubblici, il lavoratore ha il pieno diritto di rassegnare le sue dimissioni.

In entrambi i casi, il lavoratore può accedere alla Naspi, l’indennità di disoccupazione prevista dalla legge italiana.

Queste situazioni, sebbene possano sembrare eccezionali, sono in realtà piuttosto comuni. Infatti, in questi casi, le dimissioni devono essere considerate come una perdita involontaria del lavoro.

Questo principio è stato recentemente ribadito anche dalla Corte di Appello di Firenze, che si è espressa in merito a un caso di dimissioni causate dal trasferimento della sede di lavoro a una distanza ritenuta eccessiva.

In conclusione, è importante per i lavoratori, quanto per i datori di lavoro, essere a conoscenza delle leggi in merito al trasferimento.

Ecco perché la consultazione con un consulente del lavoro può essere di grande aiuto per risolvere ogni dubbio.

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